Il poliedrico concetto di Brand
Brand è un termine inglese usato per indicare l’immagine che identifica l’azienda ai suoi consumatori. Viene solitamente tradotto con “marchio” ma non rappresenta esclusivamente l’effigie aziendale: benché anche il logo abbia la sua rilevanza, l’immagine in questione non è solamente bidimensionale ma abbraccia una più ampia sfera concettuale che comprende tutta quella serie di concetti che richiamano il fascino, l’attrattiva, la desiderabilità, la “buona reputazione” che un’azienda ha presso la clientela (o aspirante tale).
Anche nei motori di ricerca, dove un buon posizionamento pone l’azienda visibile nel mercato in oggetto, il brand assume un significato importante.
Il Brand è un fenomeno al tempo stesso individuale e collettivo, ha cioè valore per “me” e per “noi”: si tratta infatti di una realtà condivisa fra tutti coloro che in essa si riconoscono, una realtà per la quale l’involucro intangibile (il packaging astratto) è portatore di un messaggio più incisivo ed efficace rispetto al prodotto stesso.
Nella valorizzazione del brand, l’aspetto emozionale gioca un ruolo decisivo: il consumatore, e diversi studi di sociologia applicata al marketing lo dimostrano, vuole emozionarsi e sentirsi protagonista di un qualcosa di più grande, ambisce a entrare in una comunità esclusiva attraverso l’acquisto di un particolare prodotto (chi compra una Ferrari, per esempio, non acquista semplicemente un’auto sportiva ma un simbolo, un mito).
Il concetto di brand va dunque analizzato nell’ambito delle dinamiche relazionali, in un contesto socio-culturale in cui l’acquisto o il consumo di un particolare prodotto hanno un forte valore esperienziale legato ai sensi, alla percezione, alle emozioni.
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